Scanno

Docente W.A.Ve. 2018
Walter Angonese [IT]

Collaboratore
Quirin Prünster [IT]

Lì si ritrova quell’atmosfera irreale, i grandi silenzi, le donne (poche ora) nei loro costumi, che camminano sfiorando il terreno, sbucano da una porta, attraversano una strada, scompaiono in un vicolo

Gianni Berengo Gardin

Scanno è un piccolo comune posto a circa 1000 m di quota s.l.m. nella bassa provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Il territorio comunale, circondato dai Monti Marsicani, è in parte compreso entro i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e fa parte a sua volta della Comunità montana Peligna.
È un’importante stazione di soggiorno invernale ed estivo e fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”. Ai piedi del paese è posto l’omonimo lago ed è circondato dagli impianti sciistici di Passo Godi e del Monte Rotondo, gli altopiani del Monte Greco e il Lago Pantaniello, nonché la riserva naturale delle Gole del Sagittario.
L’origine del nome fa probabilmente riferimento alla somiglianza del colle su cui è stato costruito il centro storico ad una panca. Abitata già in epoca romana, durante il Medioevo segue le vicende feudali del contado peligno.Tra il ‘600 ed il ‘700 Scanno raggiunge la massima floridezza economica grazie al notevole sviluppo dell’industria pastorale che incrementa parallelamente a quella dei pannilani, casearia e della concia delle pelli.I numerosi palazzi padronali e le tante ricche chiese urbane e rurali (14 tuttora esistenti e 8 tra le interdette e demolite)testimoniano l’affermarsi di famiglie borghesi. Maa partire dalla metà del Settecentola transumanza entrò in crisi, decretandone l’isolamento e la progressiva recessione economica.
La città è stata colpita dal terremoto del 2009 arrecando danni non gravi alle chiese della Madonna delle Grazie e di S.Antonio.
Scanno è inoltre nota come la “Città dei fotografi”, un luogo molto apprezzato da tanti autori italiani e stranieri quali Lotz-Bauer, Cartier-Bresson, Giacomelli, Tortelli, Scianna, Cresci e molti altri.

Ricentrare il centro

Scanno rientra nel club dei borghi più belli d’Italia, ed è anche un’importante località di villeggiatura sia nel periodo invernale, grazie alla presenza degli impianti sciistici di Monte Rotondo, sia in quello estivo, grazie alla vicinanza dell’omonimo lago. Nonostante la sua bellezza il centro non riesce a valorizzare la sua vocazione attrattiva turistica e paesaggistica. La maggior parte dei flussi turistici del Parco Nazionale degli Abruzzi frequenta la rete di percorsi escursionistici che risultano così più valorizzati e frequentati, mentre Scanno stenta ad intercettare tali flussi, restandone ai margini.

Una prima forma di valorizzazione del borgo richiede uno sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile che consenta di inserire il centro all’interno degli itinerari escursionistici, in particolare di quello definito dall’amministrazione locale, denominato “Anello dei Giardini”.

L’area identificata innesca questo processo di valorizzazione ed è situata ai margini settentrionali dell’abitato, alle pendici del centro storico, dove insiste un parcheggio per autobus di linea, pullman turistici e automobili. In prossimità si trova anche l’area dei servizi ecologici con il depuratore, un detrattore ambientale significativo considerando che il percorso escursionistico passa poco al di sopra. Tale area risulta particolarmente interessante per definire una porta di accesso al sentiero naturalistico ed un sistema di risalita al borgo. Questo scenario progettuale può essere sviluppato attraverso il ridisegno degli spazi aperti, il potenziamento del parcheggio e la creazione di servizi a supporto dei flussi turistici. In questo spazio si può riconfigurare il sistema di accesso al centro storico anche attraverso percorsi di risalita (pedonali o meccanici) immersi nelle pendici verdi, ma soprattutto definire una nuova sequenza di vedute panoramiche con spazi organizzati per ammirare la conformazione urbana di Scanno. Il workshop diventa l’occasione per definire una serie di interventi, tra cui la mitigazione ambientale del depuratore e la creazione di un sistema integrato intermodale in grado di ricucire il borgo al suo contesto naturale ed escursionistico che conduce dal parco al lago.

Stazione di Sulmona

La stazione di Sulmona è il secondo nodo ferroviario d’Abruzzo per importanza, dopo quello di Pescara, ed è nodo di collegamento per L’Aquila, Rieti e Terni verso nord e per Isernia e Napoli verso sud, oltre ad essere un nodo scambiatore con le linee degli autobus. Sorge alla periferia della città, a circa 2 km a nord dal centro cittadino, a cui è collegata mediante un viale alberato. L’attuale localizzazione risale al 1982.

Il contesto urbano in cui sorge è circondato da spazi verdi ed agricoli ed è caratterizzato da una lottizzazione residenziale, la presenza della chiesa della Madonna Pellegrina, un ampio parcheggio al lato della chiesa e il piazzale (che svolge funzione di parcheggio anch’esso) prospiciente la stazione. Interessante, ai fini di una riconfigurazione progettuale, è l’area dismessa dei binari tronchi, posta a nord della stazione. Di recente è stato aggiunto un bar-pizzeria per agevolare i viaggiatori, ma ciononostante l’area necessita di una mixitè funzionale in grado di rigenerare il contesto urbano, ponendo l’edificio della stazione come hub/contenitore di funzioni, non solo a supporto di viaggiatori e turisti ma anche della cittadinanza.