Ischia

Docenti W.A.Ve. 2018
Fernanda De Maio [IUAV] +
Andrea Iorio [IUAV]

Collaboratori
Alessandro De Savi [IT]
Elisa Petriccioli [IT]

[…] ora sono commosso / dalla Partenopea intrisa di luce, il mio grazie è per te, / Ischia, cui un buon vento / M’ha portato a goderti con dei cari amici / Da sporche città produttive. Come bene correggi i nostri occhi feriti, come dolcemente ci insegni a vedere / Uomini e cose in prospettiva / Sotto la tua luce uniforme.[…]

dal poema Ischia di W.H. Auden

Il comune di Ischia sorge sull’omonima isola di origine vulcanica e dalla lussureggiante vegetazionesituata di fronte ai Campi Flegrei, nel golfo di Napoli. Sito sulla costa nord-orientale dell’isola, è composto da due nuclei, Ischia Porto e Ischia Ponte. È il principale centro per popolazione (20.000 abitanti) e per servizi forniti. La presenza del porto – un tempo un laghetto trasformato nel 1854 dal re Ferdinando II – ha accelerato ed aumentato notevolmente lo sviluppo turistico e commerciale, assecondando la vocazione ricettiva dell’isola. La struttura urbana di Ischia si organizza su dedali di vie tra architetture mediterranee,assi dello shopping,stabilimenti balneari e fonti termali.

Il Castello Aragonese, la cui conformazione attuale risale al 1441, è situato su un isolotto collegato al centro urbano attraverso un ponte e rappresenta il simbolo della città.

Ischia.
Nessuna isola è un’isola.

Molti sono i luoghi d’Italia capaci di evocare immagini precise. Spesso sono elementi puntuali o aree circoscritte, come un monumento o una piazza, a catalizzare la memoria: la loro rappresentazione è considerata inequivocabilmente ‘simbolo’ di quella città.

Per altri luoghi – così succede con Ischia – il nome pur famoso non si associa a viste prevalenti. È piuttosto un mondo di suggestioni, non solo visive, a dischiudersi nella memoria: suoni, luci e odori si confondono, producendo scenari e atmosfere immediatamente riconoscibili, eppure dai confini non del tutto nitidi. Sono luoghi questi in cui la bellezza del paesaggio – urbano, naturalistico e rurale insieme – sta nell’articolata e inestricabile compresenza di aspetti diversi, nella apparentemente spontanea – ma anche bilanciata – composizione di materiali elementari: insediamenti costruitisi per l’aggregazione di volumi tersi, una vegetazione rigogliosa che spicca sulle rocce, una corrugata orografia che continuamente gioca con la linea dell’orizzonte lontano.

Il mondo di suggestioni che il nome Ischia richiama è arricchito, inoltre, dalla moltitudine di voci e di sguardi che nel corso della storia sono approdati alle sue coste. Dai marinai antichi alle incursioni saracene, dai viaggiatori del Grand Tour fino ad artisti, scrittori e personaggi del jet set internazionale, e poi naturalisti, etnografi, fino ai più comuni turisti: da secoli Ischia ha attirato attenzioni e ispirato testi, disegni, fotografie, che condizionano ancora oggi lo sguardo di chi si avvicina all’isola.

Comprendere le modalità secondo cui quel luogo si è costruito fisicamente e si è sedimentato nell’immaginario collettivo è il percorso essenziale per dotarsi degli strumenti più adatti a intervenire su un contesto così complesso. L’intervento su alcuni luoghi strategici, accomunati dall’essere allo stesso tempo spazi pubblici significativi e luoghi di natura infrastrutturale, è l’occasione di far interagire la soluzione di alcuni nodi legati agli usi contemporanei e una particolare attenzione al tema dello sguardo (arrivare all’isola, guardare dall’isola), dove il progetto è inteso essenzialmente come costruzione di una trama di relazioni. Perché nessuna isola è un’isola.

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